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Carte revolving, un approfondimento

Carte revolving, un approfondimento
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Vi abbiamo già parlato delle carte revolving in un altro articolo, ed ora vogliamo completare l'informazione su questo strumento di pagamento la cui diffusione sta aumentando notevolmente anche in Italia. Fino ad ora il nostro paese era rimasto relativamente fuori dal mercato delle carte revolving, un'anomalia considerando che in moltissimi paesi quella che da noi è definita una carta revolving è semplicemente una... carta di credito.

Proprio così: in molte nazioni, le "normali" carte di credito hanno in realtà un funzionamento analogo a quello delle carte revolving italiane, ovvero permettono di dilazionare il debito con pagamenti mensili (ovviamente con i relativi costi per interessi) o di pagare in un'unica soluzione entro la fine del mese, senza costi aggiuntivi.

Il mercato del credito italiano rappresenta dunque un'anomalia, e per una volta tanto in positivo: le carte revolving infatti offrono comodità e praticità, ma al costo di tassi che arrivano tranquillamente ad oltre il 20% all'anno. Il vantaggio rispetto ad un prestito personale è la comodità: non c'è bisogno ogni volta che si necessita di denaro di andare in banca a richiedere un finanziamento, basta usare la carta ed il gioco è fatto... proprio questa semplicità però ha portato in molti paesi ad un livello di indebitamento esagerato, con tutti i relativi problemi.

Anche in Italia alcune statistiche parlano di insolvenze superiori del 50% nel caso di carte revolving rispetto ai prestiti personali, segno che a volte lo strumento viene utilizzato con poca consapevolezza.


Data pubblicazione: 17 settembre 2010